
Il dottore ha detto che ho la bronchite, devo stare a casa a riposo e devo prendere gli antibiotici. Io?? Io?? Wonderwoman in gonnella zingaresca?? Io che non mi ammalo mai. Si, proprio io. E' il secondo giorno che vago ansimante per le stanze di casa. Mi annoio. Guardo la tv, sfoglio una rivista, gioco a Potter con la Nintendo Ds. Mi annoio. Il cane che non è abituato a vedermi a casa durante la giornata sonnecchia e mi guarda con aria di sufficienza. Lo disturbo. E disturbo anche me. Mi annoio. Non ho voglia di rispondere al telefono, non ho voglia di mandare sms, non ho voglia di scrivere email. Ho sete, moltissima sete, ho bevuto tre litri d'acqua soltanto stamattina. Ho voglia di dolci, ma anzi no, sono nauseata. Leggo con poco interesse le vicende sentimentali di amiche, ascolto con poca voglia cosa accade nelle vite altrui. Mi annoio. Lavoro un pò a maglia, lo scaldacollo è iniziato, ma ho caldo, apro le finestre, ma si che poi fa male, ma ho caldo. Non voglio morire oggi pomeriggio, anche se temo che succederà, di noia. Ci deve essere stato il punto di rottura, l'attimo in cui la mia vita è cambiata. Quando sono diventata responsabile, una donna che lavora e che si annoia a non farlo. Non so quando è successo, ma è una catastrofe. Saranno i trent'anni, arrivati tutti e tutti insieme, una specie di cataclisma nazionale, un pò bere sangue di Giuda a tradimento. Io, io, voglio partire, voglio ancora vedere la California, voglio ballare sui tavoli, voglio comprare miliardi di borse, voglio essere ricoperta di porporina, voglio mangiare del gelato ai cookies, voglio comprare la cheslongue, voglio nuotare nel laghetto, voglio indossare dei pigmenti meravigliosi. Voglio schiaffeggiare la stronza, voglio dare di matto e bere birra gelata invece di cenare. It's wonderful, 30 anni, oh fever, I'm untitled.
Sussurrato da Obsidian Butterfly alle 18:26
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E' stato un anno bizarre.
Ho lavorato tanto, tantissimo, a tratti troppo. Ho viaggiato. Ho visto città che non conoscevo e sono tornata in città che conosco. Sono stata in alberghi di lusso e ho dormito in alberghetti fuori mano. Ho dormito in una stanza rossa con un letto tondo rosso e le lampade rosse. Mi è stata regalata una borsa di vernice rossa. Ho comprato tantissime borse. Ho indossato una borsa di chanel vintage del '72 che valeva 32.000 €. Ho guadagnato pochi soldi. Ho scoperto che si può essere amici e colleghi e alle volte colleghi e basta. Ho abbracciato poco e sono stata abbracciata tanto. Ho pianto ancora meno e ho riso fino ad avere i crampi. Però ho anche pianto fino a morirne una sera. Non sono morta cadendo dalle scale ma ho creduto di avere un discreto numero di malattie. Ho avuto però la migliore reazione allergica della storia. Ho visto poco le mie amiche, non le ho chiamate al telefono, mi sono allontanata rapita dai troppi impegni e sono stata una cazzona. Però ho anche preso la macchina e fatto 130 km una sera dopolavoro solo per vederne una. Ho sentito la mancanza fottuta di alcune persone e ho avuto il coraggio di dirglielo. Ma non ho avuto le palle di prendere un treno. Ho preso molti altri treni, sono rimasta anche bloccata in stazione di notte. Non ho dato baci in stazione però in compenso ho urlato e giocato con i piccioni. Ho studiato poco, ho scritto pochissimo, ho guardato tanto, ho creato tantissimo. Ho imparato molte parole nuove e ho letto milioni di riviste del settore moda. Ho scoperto che la moda è buffa, così come tutti quelli che vi ruotano attorno. Sono stata a party vip, a casa di vip, a telefono con vip e ho scoperto che volevo soltanto le mie amiche lì, subito. E ci sono state. E si sono anche vestite bene. Ho ascoltato tantissima musica ma non mi sono innamorata di canzoni. Mi sono commossa d'amore però nel vederlo sempre al mio fianco al mattino appena sveglia. Ho sognato di avere delle opportunità diverse. Ho voglia di crearmele. Ho fatto dei saponi a mano, ho cucinato cose fantastiche, ho imparato ad usare il forno ventilato. Ho avuto voglia di scappare da questa storia d'amore. Sono andata poco al cinema. Ho litigato con i vicini di casa e con il postino però alla Tnt sono stati molto gentili. Ho parlato tanto in inglese e ho telefonato a Dubai provocando per sbaglio paura da attentato. Ho parlato tanto con la Spagna ma sempre in italiano. Ho scoperto di voler imparare un'altra lingua. Ho rivalutato la mia idea dei tedeschi. Ho avuto voglia di veder bruciare Bologna. Ho visto poco la mia famiglia e la mia Napoli. Mi sono anche pentita a tratti di essermi trasferita. Ho comprato la macchina, ho fatto un investimento finanziario, ho letto Milano Finanza. Non ho capito nulla leggendo alcuni contratti. Ho capito che stare insieme è un contratto tra parti, lasci qualcosa per ricevere altro. Ho baciato tantissimo. Ho fumato e ho bevuto ma non tanto. Ho mangiato tantissimo sushi. Ho parlato al mio cuore randagio e gli ho dato un pò di corda. Ho tagliato i capelli e alzato i tacchi. Ho creduto meno nei sogni e ne ho creato di ancora più grandi. Ho scoperto di essere meravigliosamente bastarda. E anche un pò carina.
Non male.
Jessica
Sussurrato da Obsidian Butterfly alle 11:14
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Ed è così che ti senti, quando il sole va giù e c'è freddo. Quando ti trovi a girare come una scema in macchina, senza sapere dove andare, con la muta consapevolezza che non c'è un posto dove andare. Vuoi solo che ti ami ogni momento in cui è sveglio.
Vorresti che fosse ovunque per te. E comunque.
E invece pensi che niente di te è originale. Che sei la somma di tutti gli sforzi di ogni persona che conosci.
E ti mordi le labbra, e giri, giri, giri, ti fermi all'ombra del grande castello. E ci pensi. E guardi il cellulare e cancelli gli sms che arrivano. E chiami qualcun altro. E piangi. E vorresti che lui ricordasse il tuo nome, perchè poi dovrà urlarlo con quanto fiato ha dentro.
Ma va bene così. Non ci sono neanche vecchi violini a suonare per te. Forse è meglio tornare a casa.
La vita è troppo complicata quando il sole va giù e c'è freddo.
Sussurrato da Obsidian Butterfly alle 11:23
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"Te sei sprecata a lavorare qua."
"Io glielo dico sempre che deve licenziarsi e restare a casa a scrivere."
"No ma poi te la vedi tutto il giorno a casa ad ammazzarsi di sigarette."
"Beh ma almeno non affumica noi e finisce quel benedetto libro."
"Ma poi non la vediamo più."
"Ma no io le faccio da manager e la accompagno in giro per il mondo."
"Beh ma noi invece non la vediamo più."
"Ma si che la vedi in televisione abbracciata a Jhonny Depp ed io a Josh Holloway."
"E chi è Josh Holloway?"
"Quello che fa Lost e ora la pubblicità di Davidoff."
"Ah capito, non è male, però lei è fidanzata con Depp o fa l'amante?"
"Ah boh, conoscendola credo che ci sia fidanzata e lo tratti male."
"Eh si sarà un santo anche lui."
"Mamma mia già lo vedo Jhonny tappetino Depp."
"Cose da non credersi, solo lei sarebbe capace di trattare male Jhonny Depp."
"Milioni di fans e lei che fa? Lo tratta male, lo manda a fare la spesa mentre lei è in jacuzzi."
"Certo che Jessica, sei veramente terribile!"
"Si, proprio una digraziata, vergognati!!"
[Conversazione tra la collega e il mio capo]
E tutto per aver dato come mood ad una sfilata la suadade d'africa.........................
Sussurrato da Obsidian Butterfly alle 11:03
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Non ho mai fatto volare un aquilone, ci ho provato ma non ci sono mai riuscita. Non ho mai amato qualcuno abbastanza da rincorrerlo. Non ho mai avuto un'amica che fosse un'amica e basta, creo sempre delle implicazioni mie mentali per giustificare i loro o i miei comportamenti. Non ho mai vissuto con leggerezza i rapporti con gli altri, finanche con il giornalaio. Non ho mai avuto problemi di denaro in famiglia. Non ho mai accarezzato una mucca e vorrei farlo. Non ho mai comprato qualcosa che fosse appena uscito sul mercato. Non ho mai toccato un trapezio o un quadrato o un rettangolo e non ho mai capito cosa fosse un vettore. Non ho mai creduto di essere poco importante per qualcuno, ho forse anche troppa stima di me stessa. Non ho mai bevuto la tequila con il verme, ma con il serpente si. Non ho mai ballato sopra ad un tavolo. Non ho mai sentito il sapore di fragole sulle labbra di qualcuno, non ho mai messo dei tacchi a spillo, non ho mai comprato una gonna rossa. Non ho mai amato un uomo sposato, non sono mai stata a letto con un amico, non ho mai ascoltato una canzone in montagna, non ho mai messo dei moonboot. Non ho mai desiderato di andare sulla luna, ma neanche su marte o venere o giove. Non ho mai creduto che quello che dico fosse sbagliato, salvo ricredermi in seguito. Non ho mai scelto qualcosa che non mi piacesse veramente. Non ho mai pensato di farmi un lifting a 50 anni o di farmi una lampada. Non ho mai pensato di fare l'avvocato, da faina so comportarmi ugualmente. Io odio che qualcuno mi guardi negli occhi e non mi dica cosa penso. Odio la zucca e le melanzane fritte, però mi piaccion tanto le verdure. Odio che mio padre mi dica di mangiare il pesce, che non odio, ma mi sta cordialmente sulle scatole. Odio quando al mattino mi guardo allo specchio e mi sputerei in un occhio. Odio Ileana e vorrei passarle sopra con una macchina. Odio che i km siano lunghi quanto km. Odio di non poter suonare alla sera al citofono delle persone a cui voglio bene perchè sono lontane. Odio che mia mamma non ci sia più. Odio di non riuscire a tirar fuori quello che provo, il dolore che provo, ma di surrogarlo finchè mi sembra non esista più. Odio che il mio mare adesso sia così lontano. Odio Bologna e i bolognesi. Odio mandare un sms e non ricevere risposta. Odio ripensare al mio passato e trovare situazioni in cui mi sono sentita inadeguata. Odio ballare, odio la musica techno, commerciale e tutte quelle altre schifezze che passano in discoteca. Odio quando qualcuno vuole avere ragione e non ce l'ha. Odio anche quando qualcuno vuole avere ragione quando la voglio avere io. Odio l'Etiope e il mangiare troppo piccante. Odio il mio capo quando mi prende di sorpresa e mi fa arrossire. Odio le persone lunatiche, odio il segno dei Pesci, odio i musi appesi. Odio il vittimismo, il piangersi addosso, il non far nulla per reagire agli eventi. Odio le persone che scrocchiano le dita delle mani. Odio che l'Sda passi sempre quando non sono in casa. Odio poter tornare a Napoli solo poche volte all'anno. Odio mia zia. Odio non avere Yuri a portata di labbra, ma senza risate sceme. Odio che Jhonny Depp non muoia di desiderio per me. Odio anche sua moglie che è pure brutta. Odio le multe e odio dover pagare qualcosa che non mi spetta. Odio Enzo almeno quanto gli voglio bene. Odio se al mio compleanno non vengo trattata da regina. Odio avere la sensazione di essere sola al mondo, senza il punto di riferimento di mia madre. Odio aver paura. Odio le mie smagliature. Odio dovermi svegliare al mattino se sto ancora sognando. Io amo me stessa. Amo la maniera in cui ne sono venuta fuori. Amo essere così indipendente e importante e fondamentale. Amo Jhonny Depp. Amo le patatine fritte con tanta maionese sopra. Amo andare al cinema e vedere tanti tanti film. Amo stare a casina mia, spaparanzata sul divano a guardare Lost. Amo le mie amiche, come cose preziose. Amo le cose sbrilluccicose, sono un pò come una gazza ladra. Amo il mio lavoro, amo pensare di essere stata scelta per farlo. Amo i miei pensieri, così soffici e ripieni di immagini. Amo Praga nel mese di Novembre. Amo la luce dei lampioni quando si accendono, il violetto che la precede. Amo la birra chiara e ghiacciata. Amo il viaggio on the road che ho fatto con Saretta. Amo le stazioni e i ricordi delle stazioni. Amo il buon tempo passato con belle persone. Amo la mia mamma anche se non c'è più e amo tanto il mio papà. Amo Cagliostro e amo Marco anche se gli uomini vanno e vengono. Amo la mia casetta tutta colorata, Alice, la casa felice. Amo avere le colline alle mie spalle e il laghetto. Amo il mio pesco nano e fare la conta di tutte le peschine anno per anno. Amo il colore viola. Amo Napoli ed il mio mare. Amo sapere che la gente parla male di me, mi fa sentire importante. Amo l'odore della terra bagnata dopo che ha piovuto, è un odore antico, viene da molto lontano. Amo le ciliegie e le pesche. Amo camminare lentamente, mentre tutti corrono. Amo le calamite e metterle l'una contro l'altra per sentire la sensazione di allontanamento. Amo i primi di Novembre. Amo i gechi e amo accarezzarli. Amo il giovedì. Amo il suono del violino e la parola porpora. Amo mangiare il gelato, potrei mangiarne anche due chili senza rendermene conto. Amo i picnic, ma non amo le formiche dei picnic. Amo il sabato mattina, sapere di non andare a lavorare. Amo le gonne lunghe, il mio essere un pò gitana. Amo essere protagonista di qualcosa, qualsiasi cosa. Voglio una casa con un pò di giardino e una confezione di pan di stelle sempre nella credenza. Voglio rivedere la mia mamma e voglio abbracciarla e sentire la sua voce. Voglio vivere per un anno a New York, in una casa piccolissima e voglio anche andare a Central Park e mettermi su una cassetta della frutta e spiegare qualcosa a qualcuno. Voglio fare il bagno in un lago grande grande, da non vedere la sponda del lato nord. Voglio acciuffare un ladro. Voglio vedere Madonna in concerto ma soprattutto ballare con lei sul palco. Voglio chiamare al telefono il papa e salutarlo. Voglio svegliarmi al mattino, aprire la finestra della camera e guardare il mare. Voglio rivedere Stefano, prendere un treno, una nave, un aereo, che diamine ne so, ma rivederlo e dirgli che un pò lo odio e un pò qualcosa dentro di me lo ama ancora. Voglio imparare a dipingere con le dita e fare un'opera omnia. Voglio finire di scrivere il mio romanzo e pubblicarlo ma non voglio andare in giro a promuoverlo. Voglio baciare Johnny Depp e dirgli che la moglie è un cesso. Voglio un gelato ai cookies. Voglio piangere senza una ragione e poi ridere senza una ragione. Voglio salire su un'altalena. Voglio stringere forte forte forte forte non so chi. Voglio fare il servizio fotografico moda del secolo. Voglio dire sempre quello che penso, anche se mi caccerà nei guai. Voglio andare in Africa, nel deserto, ma voglio anche che non faccia caldo quando ci vado. Voglio che la trasmissione Chi l'ha visto non finisca mai. Voglio bere il caffè al Caffè degli Specchi di Trieste. Voglio che mio padre non muoia mai. Non voglio essere sempre sincera e non voglio che gli altri pensino che io lo sia. Non voglio uscire di casa se non ho voglia, voglio poter dormire e semplicemente non far nulla. Non voglio che mio padre muoia o invecchi, lo voglio immortale e per sempre al mio fianco. E neanche io voglio morire mai, voglio restare vecchia vecchia con tutte le mie capacità di fare, leggere e scrivere. Non voglio pensare alla morte che poi mi angoscio. Non voglio essere più schiava delle malattie, che mi terrorizzano. Non voglio più bene ad Ileana, anzi vorrei passarci sopra con l'auto. Non voglio fare colazione al mattino e non voglio neanche essere covinta a farlo, non ho sapore in bocca quando il sole è a un quarto del suo cielo. Non voglio chiamare qualcuno solo per dovere, voglio sentire il bisogno di farlo. Non voglio andare in discoteca, al circo, in montagna, a ballare, non mi piace, no no. Non voglio dover scegliere tra due cose che mi piacciono. Non voglio rinunciare ai miei sogni ma sono disponibile a rivederli. Non voglio pagare perchè mi pubblichino qualcosa. Non voglio sorridere a comando, non voglio baciare a comando, non voglio essere costretta a far nulla che non voglio. Non voglio che nessuno ricordi il mio nome, anzi voglio che sia ben chiaro a chi mi va che lo sia. Non voglio essere povera, non voglio soffrire la fame, non voglio soffrire e basta. Non voglio perdere Cagliostro, lui insieme a mio padre e me diventerà immortale. Non voglio che Marco si chieda perchè sta con me un bel giorno e si renda conto dell'arpia che sono. Non voglio fare le faccende di casa. Non voglio spazzare e neanche spolverare. Non voglio che la vita diventi un compromesso. Io provo ad essere sempre la persona che tutti vogliono che io sia, responsabile per mio padre, attenta per il mio capo, innamorata per il mio uomo. Io provo a sorridere sempre, ad essere sempre allegra e a vedere sempre il dritto della medaglia. Io provo ad essere fedele anche se è nel mio dna tradire,è colpa di mio padre e dei suoi geni fallati, non mia. Io provo a non fare i capricci, ma non sempre ci riesco. Io provo ad ascoltare i consigli che mi danno, ma se ho ragione che me li danno a fare? Io provo a fermare le modelle a San Babila, ma hanno l'esclusiva e scappano come se avessi il morbillo cinese. Io provo a dimenticare le cose brutte e ci riesco anche. In realtà chissà dove cavolo le metto, perchè lo so che non le elimino ma le nascondo soltanto. Io provo a dimenticare Stefano, sempre di più. Io provo a non dire bugie, provo ad essere sempre sincera con tutti. Provo a non avere paura di nessuno, ma in realtà ne ho eccome. Provo ad essere una buona amica e spero di riuscirci. Provo a ricordare la destra e la sinistra ma non sempre ci riesco. Provo ad amare, anche se non credo di avere l'attitudine a farlo. Provo ad usare la testa nelle situazioni e provo anche a camminare a piedi anche se non amo farlo. Provo a sentirmi opportuna sempre. Provo a essere la persona giusta al momento giusto. Provo ad essere semplicemente jessica.
Sussurrato da Obsidian Butterfly alle 02:16
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